Una passeggiata tra i monumenti e le vie di Caltanissetta

Caltanissetta è una splendida città situata nell’entroterra siciliano, senza sbocchi sul mare. Il suo territorio si estende nella regione dei monti Erei ed è prevalentemente collinare. È il settimo comune capoluogo di provincia più alto d’Italia: in Sicilia, è preceduto soltanto da Enna. 

Il suo nome si deve alla dominazione araba e letteralmente potrebbe significare “castello delle donne”, in associazione al toponimo dato dai Bizantini, che avrebbero fondato il primo nucleo abitativo della città.

Caltanissetta è una città ricca di storia e d’arte, un vero e proprio gioiello da visitare e ammirare: ecco allora un elenco di posti imperdibili se ti trovi in questo meraviglioso capoluogo siciliano!

La Cattedrale di Santa Maria La Nova

Partiamo subito dal cuore della città, visitando l’edificio religioso più importante di Caltanissetta: la Cattedrale di Santa Maria La Nova. Si tratta di una Chiesa edificata a partire dal 1560; la sua apertura al pubblico, invece, risale al 1622. Il nome venne scelto per distinguere questa Chiesa da quella preesistente nelle vicinanze del Castello di Pietrarossa, risalente al Trecento: questo luogo di culto, infatti, venne poi ribattezzato Chiesa di Santa Maria La Vetere

La Cattedrale di Santa Maria La Nova presenta all’esterno un’ampia facciata, adornata ai lati da due campanili; sull’edificio troneggia un’imponente cupola. All’interno, la Chiesa si presenta a croce latina con tre navate e oltre una decina di arcate, ognuna dedicata ad un personaggio importante dell’Antico Testamento. Inoltre, la Cattedrale custodisce numerose opere artistiche di gran valore. L’artista fiammingo Guglielmo Borremans affrescò la navata centrale e la volta, oltre a dipingere la pala dell’altare maggiore raffigurante l’Immacolata Concezione. 

La Chiesa venne consacrata nel 1733 dal vescovo di Agrigento, sotto il titolo di Santa Maria la Nova e San Michele Arcangelo.

Corso Umberto I e la Chiesa di Sant’Agata

Proseguendo nel pieno centro storico della città, ti ritroverai nel centralissimo Corso Umberto I, dove potrai ammirare la Chiesa di Sant’Agata. Considerata una fra le più belle chiese di Caltanissetta, la Chiesa di Sant’Agata risale al 1600: l’edificio venne fatto edificare in onore dell’arrivo dei Gesuiti per volontà del principe Francesco e sua madre Luisa Moncada. 

La Chiesa è adibita anche a collegio e si presenta come una bellissima struttura barocca dalla facciata rossastra e dagli interni sfarzosi e artistici. Nell’ampio cortile vi è oggi la sede della biblioteca comunale e dell’istituto superiore di studi musicali. L’interno della Chiesa è riccamente decorato con stucchi e marmi policromi; contiene diverse opere d’arte.

Chiesa di San Domenico

Poco distante dalla Cattedrale principale, invece, si incontra la Chiesa di San Domenico. Sito nell’omonimo quartiere, questo luogo di culto risale al XV secolo. All’interno, la chiesa presenta una struttura a tre navate, con una facciata barocca convessa al centro e concava lateralmente, che tuttavia risulta incompleta: la torre campanaria, infatti, non è mai stata terminata. La Chiesa custodisce anche diverse opere d’arte, come una tela dell’artista fiammingo Borremans e due del Paladini. 

Castello di Pietrarossa


Considerato uno dei luoghi simbolo di Caltanissetta, il Castello di Pietrarossa è molto probabilmente uno degli edifici più antichi della città. Risale infatti al Medioevo e si trova nei pressi dell’antico quartiere arabo. Il Castello subì numerose ristrutturazioni nel corso del tempo: fu anche sede dei tre Parlamenti Generali di Sicilia. 

Successivamente, questo edificio divenne della famiglia Moncada, che lo trasformò in una fortezza militare: iniziò così il suo periodo di decadenza, essendo stato giudicato inidoneo come residenza nobiliare. 

La visuale dall’alto del Castello offre un panorama mozzafiato: si possono ammirare, infatti, l’intera città e la sua vallata. 

Il Museo Archeologico Regionale

Il Museo Archeologico Regionale Interdisciplinare è stato inaugurato nel 2006 e si trova nei pressi dell’Abbazia di Santo Spirito. 

Al suo interno, sono custodite numerose collezioni dal grande valore archeologico, addirittura risalenti all’antica popolazione indigena dei Siculi. Da segnalare anche i reperti provenienti dal sito di Polizzello, presso Mussomeli, di importanza fondamentale per la conoscenza dell’età del Ferro: la produzione artistica di quest’epoca venne fortemente influenzata dalla tradizione egeo-micenea portata sull’Isola dalle popolazioni transmarine, stanziatesi in maniera definitiva sulla costa meridionale della Sicilia tra il XIII e il XII secolo a.C.

Abbazia di Santo Spirito

L’Abbazia di Santo Spirito si trova a pochi chilometri dal centro abitato. Si tratta di un’antica chiesetta risalente all’epoca arabo-normanna. Nel X secolo, infatti, i Saraceni avevano costruito un casale fortificato, un edificio rettangolare difeso da una torre d’angolo, per difendere il ricco terreno agricolo circostante. Il portone d’ingresso presenta una doppia chiusura, una sui cardini e l’altra a saracinesca, dando poi l’accesso al corpo centrale del casale. 

Per disposizione del normanno Ruggero, nel 1092 questa costruzione venne trasformata in un’abbazia degli agostiniani, come centro di evangelizzazione per i musulmani residenti nelle zone rurali. La chiesa presenta una navata unica, con tre piccole absidi, tra le quali si trova una lapide che ricorda la sua consacrazione nel 1153. 

Sul fondo della Chiesa si trova un importante fonte battesimale con sopra il “Crocifisso dello staglio”, dipinto su legno nel 1400. Sulle pareti di pietra si possono ammirare affreschi tardo-quattrocenteschi, come “Il Cristo benedicente” o “La messa di San Gregorio”.

Il cimitero dei Carusi

Sempre nella città di Caltanissetta, puoi visitare anche il Cimitero dei Carusi, un memoriale dedicato ai minatori che persero la vita durante l’incidente avvenuto il 12 novembre 1881 nella miniera di Gessolungo. Il terribile episodio fu causato da uno scoppio di grisù, innescato da una lampada ad olio. Morirono ben 65 operai. 

Le croci bianche ricordano le giovani vittime, 19 carusi, vale a dire ragazzi, che morirono giovanissimi. I ragazzi deceduti avevano tra gli otto e i sedici anni, costretti a lavorare per poche monete. I giovani spingevano pesanti carrelli sottoterra, come quello recuperato per realizzare il memoriale.

Monumento al Redentore 

Sul Monte San Giuliano, si erge il Monumento al Redentore, ad oltre 720 metri sul livello del mare. Si tratta di un’imponente statua di bronzo, posta su un basamento di pietre calcaree di colore grigio. La composizione scultorea trae ispirazione dal gruppo marmoreo della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. 

Buona permanenza a Caltanissetta!

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