Primi piatti tipici siciliani: quali assaggiare e come prepararli

Terra dall’inestimabile valore artistico, culturale e paesaggistico, la Sicilia può vantare anche un immenso patrimonio enogastronomico.

Stilare quindi un elenco dei primi piatti più famosi dell’Isola è un’impresa ardua, se non addirittura impossibile! 

Ecco, quindi, alcuni dei piatti a base di pasta più conosciuti e che dovresti assolutamente assaggiare durante il tuo prossimo viaggio in Sicilia!

La pasta alla Norma

La pasta alla Norma è sicuramente uno dei piatti più famosi della Sicilia. 

Originario del catanese, questo primo piatto è a base di pasta, di solito corta, come per esempio i maccheroni, melanzane fritte, salsa di pomodoro, basilico fresco e una generosa grattugiata di ricotta salata.

Come tutti i piatti tradizionali, la sua origine si perde nel tempo e anche l’etimologia del nome non è certa. Infatti, si pensa che possa derivare dalla famosa opera di Vincenzo Bellini,anche se mancano testimonianze ufficiali.

Per preparare una buona pasta alla Norma, taglia le melanzane, cospargile di sale e aspetta che perdano l’acqua in eccesso. Asciugale dopo con della carta assorbente e friggile in abbondante olio extravergine d’oliva. Prepara la salsa tagliando a metà i pomodori e lasciali cuocere in un ampio tegame, con uno spicchio d’aglio, del basilico e aggiusta di sale. 

Aggiungi al sugo la pasta precedentemente cotta e impiatta. A piatto ultimato, grattugia la ricotta salata e, infine, metti le melanzane fritte.

La pasta alla Norma è famosa in tutto il mondo. Ogni anno, precisamente il 23 settembre, si celebra questo delizioso piatto, grazie all’istituzione della Giornata Nazionale della Pasta alla Norma. 

Il timballo di anelletti al forno

Dal sapore deciso, ricco e gustoso, il timballo di anelletti al forno è un primo piatto molto popolare in Sicilia. Ogni famiglia ha la sua variante ed è una specialità che si prepara soprattutto nel Palermitano. 

Gli anelletti, un formato di pasta molto diffuso in Sicilia, sono l’ingrediente principale di questo piatto, a cui si aggiungono anche la salsa di pomodoro e il formaggio, come per esempio del caciocavallo. Delle melanzane fritte ricoprono la pasta, a mo’ di scrigno. Altrimenti, puoi tagliare a cubetti le melanzane, friggerle e unirle alla pasta.

Per renderlo ancora più ricco, in molti aggiungono anche la carne macinatale uova sode, piselli o dei salumi, come il prosciutto cotto, all’interno del condimento. 

Una volta fritte le melanzane e messe su della carta assorbente, puoi procedere con la cottura degli anelletti e con la preparazione della salsa di pomodoro. Poi, amalgama il tutto, aggiungendo il formaggio e il condimento che più preferisci. Ungi una teglia, spolveraci sopra del pangrattato e ricoprila con le melanzane. Versa poi dentro gli anelletti con il formaggio grattugiato, creando diversi strati di pasta. Puoi ricoprire il tutto con le melanzane o lasciarlo un po’ aperto. Infine, inforna e poi goditi questa autentica leccornia!

Pasta ‘ncasciata

Sei un amante del Commissario Montalbano? E allora avrai sicuramente sentito parlare di questo primo piatto, tanto amato dal celebre personaggio nato dalla penna di Andrea Camilleri.

Si tratta di un piatto di pasta al forno, tipico del Messinese, caratterizzato da un ricco condimento. Melanzane fritte, 

salsa di pomodoro, ragù, caciocavallo, salame, uova sode, pecorino grattugiato… ecco come si prepara!

Per prima cosa, friggi le melanzane. Poi, fai rosolare la carne macinata, alla quale aggiungi anche della passata di pomodoro. Nel frattempo, fai cucinare la pasta, del tipo maccheroncini o sedanini, e poi unisci il tutto, mescolando anche il resto degli ingredienti, tagliati a cubetti. 

Ungi una teglia e, dopo un’abbondante spolverata di pangrattato, versa la pasta precedentemente condita, aggiungendo in superficie il pecorino e i cubetti di caciocavallo avanzati. Infine, ultima la cottura in forno.

Pasta ca’ muddica atturrata

La pasta ca’ muddica atturrata (con la mollica abbrustolita) è un primo piatto semplice, gustoso e anche veloce da preparare. Ti servirà della pasta lunga, del tipo linguine o spaghetti, dell’aglio, qualche acciuga, della mollica tritata finemente o del pangrattato. 

Per prima cosa, fai bollire dell’acqua salata per la pasta e nel frattempo, prepara la mollica. In una pentola, fai soffriggere nell’olio l’aglio con del peperoncino e le acciughe, finché non si saranno sciolte. 

Dopo aggiungi la mollica al resto degli ingredienti, fino a quando non sarà dorata e croccante. Aggiusta di sale, se necessario.

Scola la pasta al dente, così da ultimare la cottura nella padella con la mollica. Se necessario, aggiungi anche dell’olio e un po’ di acqua di cottura, in modo da legare il tutto. Infine, puoi servirla con sopra del prezzemolo fresco.

La pasta con le sarde

Questo primo piatto è preparato in tutta la Sicilia e, come tutte le preparazioni popolari, ha numerose varianti.

Uno degli ingredienti principali è il finocchietto selvatico, il cui profumo rende questa pasta una vera e propria leccornia.

È consigliata una pasta lunga, del tipo bucatini o spaghetti. Per prima cosa, è necessario mondare il finocchietto, per ricavarne solo la parte più tenera. Lava e metti a bollire quello che hai ricavato; poi, scolalo e conserva l’acqua. Pulisci le sarde, metti in ammollo l’uva passa e trita una cipolla.Metti la cipolla a soffriggere in un’ampia padella e poi unisci l’uva passa e i pinoli; aggiungi le sarde e una bustina di zafferano, sciolto con dell’acqua. Aggiusta di sale e pepe e, nel frattempo, metti a bollire la pasta usando l’acqua del finocchietto precedentemente conservata. Scola la pasta al dente e unisci il tutto. Spolvera sulla pasta anche del pangrattato abbrustolito.  

Pasta alla Paolina

Le origini della pasta alla Paolina si perdono nel tempo: si narra che sia nata a Palermo, ad opera di un frate appartenente all’Ordine dei Minimi, fondato da San Francesco di Paola. Alle regole che stanno alla base di tutti gli ordini religiosi, quindi castità, obbedienza e povertà, Francesco aveva aggiunto anche quella della “vita quaresimale”, vale dire il divieto di consumare carne, uova, latte e derivati. 

Si racconta che uno dei frati addetti alla preparazione dei pasti, volendo creare una pietanza che osservasse le regole imposte ma che fosse comunque gustosa, abbia creato questo primo piatto, giunto fino ai nostri giorni e conosciuto proprio come pasta alla Paolina.

Gli ingredienti principali sono la cannella e i chiodi di garofano, a cui si aggiungono la polpa di pomodoro, 2/3 acciughe, il basilico, dell’olio extravergine, uno spicchio d’aglio e, ovviamente, la pasta, del tipo bucatini. 

Per prima cosa, fai rosolare l’aglio in abbondante olio e poi aggiungi le acciughe, che dovranno praticamente sciogliersi. Trita circa 3 chiodi di garofano, uniscili alla polpa di pomodoro, insieme ad un cucchiaino di cannella e al basilico. Aggiusta a tuo piacimento di sale e pepe. Se necessario, fai restringere la polpa di pomodoro così condita nella padella con l’aglio e le acciughe. Nel frattempo, cuoci la pasta e tosta il pangrattato, finché non sarà dorato. Unisci la pasta al condimento e manteca il tutto. Una volta impiattata, spolvera la pasta con il pangrattato.

Da provare anche la versione con il cavolfiore!

Il pesto alla trapanese

Concludiamo questa carrellata di primi piatti con uno dei condimenti più famosi dell’Isola.

Il pesto alla trapanese è ottimo per qualsiasi formato di pasta e, come si evince dal nome, è tipico della zona di Trapani.

Per realizzarlo, è necessario un mortaio con cui pestare i vari ingredienti, quali pomodori, basilico, aglio, mandorle e pecorino. 

Per prima cosa, spella i pomodori, incidendoli e facendoli sbollentare. 

Mentre si raffreddano, puoi pestare il basilico con l’aglio e le mandorle, aggiungendo poi i pomodori e anche del sale, un po’ di pepe, l’olio e il pecorino. Continua a pestare fin quando non avrai ottenuto un composto omogeneo e cremoso. 

Con questo pesto puoi condire la pasta appena cotta oppure anche dei crostini, da servire magari come aperitivo!

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