La Sicilia nella letteratura: sei grandi autori che hanno raccontato l’Isola

La Sicilia può vantare un’immensa tradizione letteraria: sono numerosi gli autori originari dell’Isola che hanno dato un contributo significativo alla letteratura italiana e mondiale. 

Diversi infatti sono gli scrittori che hanno raccontato la Sicilia, descrivendone storia, usi, costumi, fornendo ai lettori spunti di riflessione e capolavori letterari dall’immenso valore. 

Riportarli tutti sarebbe praticamente impossibile: ecco quindi una breve selezione di autori famosi siciliani dell’epoca moderna e contemporanea. 

Giovanni Verga, il maggior esponente del Verismo

Nato a Catania nel 1840, Giovanni Verga è ricordato soprattutto per esser stato il maggior esponente della corrente letteraria del Verismo. Nelle sue opere, quindi, lo scrittore ha descritto la realtà per quella che è, senza edulcorare gli aspetti più sgradevoli della vita umana. 

Verga è stato senza dubbio un autore molto prolifico; l’opera maggiormente ricordata è il romanzo I Malavoglia, pubblicato dall’editore Treves nel 1881.

Questo scritto fa parte del cosiddetto Ciclo dei Vinti, che avrebbe dovuto comprenderne altri quattro, e narra la storia di una famiglia di pescatori che vive ad Aci Trezza, in provincia di Catania. L’opera ha un’impostazione corale e il suo centro narrativo è costituito dalle disavventure, le miserie e i lutti della famiglia protagonista. I personaggi principali sono il vecchio Padron ‘Ntoni, il capofamiglia, il figlio Bastianazzo, la nuora Maruzza, i suoi nipoti ‘Ntoni, Luca, Lia, Alessi e Mena ma anche lo stesso paesino di Aci Trezza, con tutti i suoi abitanti.

Oltre ad essere scrittore, Verga è stato anche drammaturgo e senatore del Regno di Italia, nominato da re Vittorio Emanuele III nel 1920, due anni prima della sua morte, avvenuta sempre a Catania, la sua città natale. 

Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il suo romanzo Il Gattopardo

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nato a Palermo nel 1896 da una nobile famiglia e morto a Roma nel 1957, è stato un autore prolifico ma la sua opera più famosa è senza dubbio Il Gattopardo, che ha vinto il Premio Strega nel 1959. 

Pubblicato postumo nel 1958 da Feltrinelli, il romanzo descrive le trasformazioni avvenute nella Sicilia del Risorgimento, nel passaggio dal regime borbonico all’unificazione d’Italia. Il protagonista è il principe Fabrizio Salina che, con la sua nobile famiglia, assiste al decadimento della sua classe sociale, l’aristocrazia. Attraverso le pagine de Il Gattopardo, l’autore ci offre un’immagine viva della Sicilia, moderna e consapevole delle problematiche a carattere storico, politico e anche culturale che sta vivendo in quegli anni. 

Dal romanzo è stato tratto il celebre film diretto da Luchino Visconti e interpretato da Alain Delon, Claudia Cardinale e Burt Lancaster. 

Luigi Pirandello, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934

Luigi Pirandello, nato a Girgenti, l’attuale Agrigento, nel 1867 e morto a Roma nel 1936, è stato un narratore e autore poliedrico.La sua fama è indissolubilmente legata al teatro: grazie alla rivoluzione portata sul palco, Pirandello è da considerarsi a tutti gli effetti uno dei più grandi drammaturghi del Novecento. Numerose sono le opere, le novelle e i romanzi pubblicati da Pirandello: provare a riassumerle tutte è un’impresa impossibile. Ricordiamo quindi solo uno dei suoi grandi successi, Il Fu Mattia Pascal. Pubblicato dapprima a puntate sulla rivista Nuova Antologia e poi in volume nel 1904, questo romanzo è uno dei più celebri della letteratura italiana. 

La trama è nota: per un equivoco, Mattia Pascal viene creduto morto da tutti e tenta di rifarsi una nuova vita sotto altro nome, a Roma. Ben presto, dopo una serie di disavventure, si rende conto che non può cambiare chi è realmente e, soprattutto, che gli è impossibile evadere dal ruolo che la società gli ha imposto. Quando ritorna a casa, però, apprende che la moglie si è risposata e che la vita è andata avanti anche senza di lui: alla fine, Mattia è un morto pur essendo ancora vivo. 

Pirandello è stato senza dubbio uno degli autori più importanti della letteratura italiana e mondiale, tanto da essere insignito del premio Nobel nel 1934. 

Salvatore Quasimodo e l’Ermetismo

Nato a Modica nel 1901, Salvatore Quasimodo deve essere considerato uno dei principali esponenti dell’Ermetismo. La sua, quindi, è una poesia “chiusa”, criptica, volutamente misteriosa e di difficile interpretazione. 

Tra le opere più celebri vanno ricordate di certo le raccolte poetiche Acque e Terre (1930), Oboe sommerso(1932) e Ed è subito sera (1942), il cui titolo è lo stesso della celebre poesia che apre la silloge. Nei componimenti del celebre poeta ermetico, vengono costantemente rievocate l’infanzia e la nostalgia per la sua terra, dalla quale si era allontanato da ragazzo. Celebri anche le sue traduzioni dei lirici greci.

Proprio come Pirandello, anche Quasimodo è stato vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1959. Nove anni dopo dal ritiro dell’importante premio, il grande poeta è morto a Napoli.

Leonardo Sciascia, il primo a parlare della mafia

Nato a Racalmuto, in provincia di Agrigento, nel 1921, Leonardo Sciascia è stato uno scrittore, un giornalista, un saggista, un drammaturgo, un poeta, un politico, un insegnante di lettere e anche un critico d’arte: una figura poliedrica, uno dei più grandi autori e pensatori del secolo scorso. 

Sciascia deve essere ricordato anche per esser stato il primo autore a parlare apertamente della mafia nelle sue opere, come ne Il giorno della civetta o in A ciascuno il suo.

Nel primo dei due libri citati, Sciascia ha tratto spunto dall’uccisione del sindacalista comunista Miraglia, ucciso a Sciacca dalla mafia di Cosa Nostra nel 1947. Il romanzo è stato pubblicato nel 1961 dalla casa editrice Einaudi. 

Moltissime sono le opere, tra romanzi e saggistica, lasciate in eredità da Sciascia, scomparso a Palermo nel 1989. 

Andrea Camilleri e il celebre commissario Montalbano

Nato a Porto Empedocle nel 1925, Andrea Camilleri è stato uno scrittore, drammaturgo, regista teatrale, sceneggiatore e docente universitario. La sua fama è strettamente legata a quella del suo celebre personaggio, il commissario Montalbano che ha ispirato la serie televisiva di grande successo con Luca Zingaretti. 

Montalbano è un commissario di polizia che opera nel centro immaginario di Vigata e fa la sua prima apparizione nel romanzo La forma dell’acqua, edito nel 1994 da Sellerio editore. 

Insignito di molte lauree honoris causa, Camilleri ha ricevuto a Roma nel 2003 la medaglia di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal Presidente Ciampi.

Scrittore prolifico, impegnato anche politicamente, Camilleri è venuto a mancare nel 2019, a Roma. 

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