Storia della tradizionale festa di Santa Lucia a Siracusa

Siracusa, sulla costa sud-orientale della Sicilia ogni anno, precisamente il 13 e il 20 dicembre, si organizza una splendida festa per celebrare Santa Lucia, la patrona della città che ebbe proprio qui i suoi natali.

Quello di Santa Lucia è un culto molto sentito: Siracusa si veste a festa, quindi, e si appresta ad accogliere una grande quantità di fedeli, provenienti anche da molto lontano. 

Oltre a dicembre, la Martire viene festeggiata anche a maggio, precisamente le prime due domeniche del mese, con quella che è conosciuta comunemente come la Festa di Santa Lucia delle Quaglie. 

Vuoi conoscere qualche dettaglio in più su questo culto? Ecco allora qualche informazione sulla storia di Santa Lucia e la sua festa.

Foto di Livia Cefaloni

La storia di Santa Lucia

Lucia nacque a Siracusa sulla fine del terzo secolo, verso il 283, da una nobile famiglia, probabilmente cristiana. Rimasta orfana di padre da piccolissima, la giovane venne promessa in sposa ad un pagano. 

Il 5 febbraio del 301, Lucia insieme alla madre Eutichia, da tempo malata, andò in pellegrinaggio fino a Catania, per chiedere a Sant’Agata di intercedere per la guarigione della madre. Durante le preghiere, Lucia si assopì e in sogno le apparve la Santa, circondata e illuminata da schiere angeliche, che le predisse di poter da sola guarire la madre e l’imminente martirio. 

Eutichia effettivamente guarì e una volta tornate a Siracusa, Lucia dichiarò alla madre la volontà di consacrarsi a Cristo e di devolvere tutto ciò che aveva ai poveri.

Il giovane pretendente pagano, vedendo la ragazza privarsi di tutti i suoi averi ed essendo stato rifiutato, decise di denunciarla al prefetto come cristiana: erano in vigore, infatti, i decreti contro i cristiani promulgati dall’imperatore Diocleziano. 

Il processo si tenne davanti al prefetto Pascasio, che ordinò alla giovane cristiana di fare sacrifici in onore degli dèi pagani: Lucia, ovviamente, rifiutò in maniera categorica. Venne allora minacciata di essere condotta in un postribolo ma anche questa minaccia non ottenne l’effetto sperato: secondo Lucia, laddove non vi era il consenso dell’anima, il corpo non avrebbe peccato. A questo punto, Pascasio ordinò che la giovane fosse presa di peso e portata con la forza ma Lucia divenne prodigiosamente pesante e nessuno, né uomini né buoi, riuscì a spostarla. 

Allora, Lucia venne accusata di stregoneria: venne cosparsa di olio e messa al rogo. Le fiamme, però, non sfiorarono minimamente la ragazza. Infine, stando a quanto riportato dalle fonti agiografiche latine, a Lucia venne conficcato un pugnale in gola, mentre, secondo quelle greche, la giovane fu decapitata.

Morì, secondo la tradizione, il 13 dicembre 304, a soli 21 anni, dopo aver ricevuto l’Eucarestia e aver profetizzato la caduta dell’imperatore Diocleziano e la pace per la Chiesa.

La tradizione iconografica rappresenta Santa Lucia con gli occhi sul piatto o sulla coppa: in realtà, l’episodio in cui alla martire furono cavati gli occhi, che secondo altri racconti si cavò invece da sola, non è presente nelle narrazioni agiografiche, fino almeno al XV secolo. 

Molto probabilmente, in origine, la Martire è stata invocata come protettrice della vista a causa del suo nome, che deriva dal latino Lux, lucis, cioè luce. 

Il corpo di Santa Lucia venne tumulato originariamente in una catacomba a Siracusa, dopo venne trasferito nella basilica eretta in suo onore. A causa della conquista islamica della Sicilia, le reliquie della martire siracusana vennero nascoste in un luogo segreto.  Nel 1039, Giorgio Maniace, generale di Bisanzio, durante la dominazione bizantina, riuscì a trafugare le spoglie e a portarle via, insieme a quelle di Santa Agata di Catania, per farne un dono agli imperatori. 

Successivamente, nel 1204, durante la Quarta Crociata, il doge Enrico Dandolo portò le reliquie della Santa siracusana da Bisanzio a Venezia, dove si trovano ancora oggi. 

Foto di Livia Cefaloni

La festa di Santa Lucia

Come già anticipato, Siracusa festeggia la sua Santa patrona più di una volta all’anno. La festa più sentita è sicuramente quella organizzata il 13 dicembre, i cui preparativi cominciano già tredici giorni prima (la Tredicina), a partire dal 30 novembre. Cinque giorni prima della festa, presso la Cattedrale, viene aperta la nicchia che contiene il simulacro argenteo della Santa.

La mattina del 12 dicembre, il simulacro argenteo viene traslato dalla nicchia all’altare maggiore e la sera vengono celebrati i vespri solenni, alla fine dei quali i fedeli gustano la “cuccìa”, un dolce tipico consumato proprio durante la festa di Santa Lucia a base di grano bollito, ricotta di pecora, zuccata e cioccolato. 

Il 13 dicembre è il giorno tanto atteso. Durante la mattinata, viene celebrato il Solenne Pontificale. Nel primo pomeriggio, verso le 15:30, il simulacro argenteo viene trasportato fino alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro a spalla da alcuni devoti, conosciuti anche come berretti verdi per il tradizionale cappello che indossano per l’occasione. 

Foto di Livia Cefaloni

Uno dei momenti più emozionanti della processione, che attraversa le principali vie della città, è la tappa nei pressi del Porto Grande: qui avviene il saluto dei marinai e dei militari con il suono a festa delle sirene delle imbarcazioni.

Raggiunta la Basilica, il simulacro viene posto sull’altare maggiore, dove rimarrà per i successivi sette giorni. 

Il 20 dicembre, definito l’ottava, con un’altra toccante processione, le reliquie della Martire vengono riportate nella Cattedrale. La processione ha inizio nel pomeriggio, verso le 16:00, e come la procedente, ha numerose e commoventi soste. Una di queste è quella presso l’ospedale Umberto I, per la preghiera per i malati. Dopo altre fermate e il tradizionale spettacolo pirotecnico, il simulacro argenteo della Santa rientra in Cattedrale. 

La festa di Santa Lucia delle Quaglie

Conosciuta anche come la festa del Patrocinio di Santa Lucia, si svolge le prime due domeniche del mese di maggio di ogni anno, in memoria del miracolo avvenuto nel 1646. In quell’anno, infatti, a Siracusa vi era una grave carestia, che fu interrotta dall’arrivo al porto di alcune navi cariche di grano e cibo. Si narra che ad annunciare lo straordinario arrivo fu una quaglia entrata all’interno del Duomo (da cui la denominazione della festa).

La breve processione della prima domenica parte dal Duomo e arriva alla chiesa di Santa Lucia alla Badia e in questa occasione vi è il consueto lancio delle colombe; la domenica successiva, invece, prevede un giro ad Ortigia con rientro in Cattedrale.

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